venerdì, 25 luglio 2008

Ar(t)cevia

piede

Stamattina le farfalle toccavano il mio mosaico. Anche un'ape quasi rossa che ho provato per ben due volte ad uccidere, colpendola con uno straccio. Verso la fine della nostra guerra restavamo a due passi, io accovacciato a ritagliare e incollare dei pezzi per la gamba e l'ape a ronzare su del cemento fresco, godendoselo, mangiandolo a piene mani.
Per venti minuti almeno abbiamo vissuto questo idillio, ognuno nel suo spazio. Finché un granellino si è staccato dal muro dove operavo facendola volare via.


Orodè
postato da: beegold alle ore 08:05 | link | commenti
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giovedì, 24 luglio 2008

Dal comunicato stampa di Ar(t)cevia:

Ar(t)cevia evoca l'anima e l'intento del progetto: fare dell'antica "Rocca" e dei suoi castelli un laboratorio pulsante di creatività e innovazione artistica. Per alcune settimane, i secoli di storia delle mura di Arcevia e del suo complesso architettonico, saranno contesto nonché magico contenitore di opere pittoriche, fotografia, scultura, mail-art, performance e installazioni, land art, video art, fino all'evoluzione della body art con la nails art.
Arcevia e gli oltre novanta artisti, fra cui alcuni esordienti e molti giovani, provenienti da ogni parte del mondo si racconteranno a vicenda, coprendo il ruolo ora di protagonista ora di spettatore, ma sempre mantenendo l'ottica di una vitale e presente partecipazione.
Forse l'unico precedente storico è riconducibile al progetto utopico della "comunità esistenziale" di Arcevia, promosso negli anni '70 dall'architetto comasco Ico Parisi; nonostante i numerosi artisti attratti, quali Antonini, Cesar, Guerra, Burri, Ceroli e altri, l'idea di Arcevia come città pulsante di creatività, rimase una chimera.
Il progetto Ar(t)cevia si pone l'intendimento, modellandosi sul nuovo millennio, di infondere reale forma al primo vero festival dell'arte del territorio.
In concomitanza con la mostra "Luca Signorelli 1508-2008. La Pala di Arcevia e i capolavori di San Medardo", Ar(t)cevia arricchisce e completa l'evento di un'altra arte e di una ulteriore storia.
Inoltre convegni, concerti, laboratori e spettacoli completeranno l'evento, concretizzando così l'occasione per avvicinarsi, osservare e scoprire un rapporto del tutto nuovo con i codici comunicativi dell'arte contemporanea.
Sullo sfondo dell'incantevole estate arceviese si accenderanno le luci colorate dell'arte e dell'interculturalità, con l'intento e la speranza che questa festa dell'arte torni negli anni a venire con nuove promesse e rivelazioni.

io e massimo nicotra(Qui sono con l'ideatore di Ar(t)cevia, l'artista romano Massimo Nicotra. (Alle spalle le opere di Tiziana Aliffi.) Io credo che due facce così possono cambiare qualcosa...)

Orodè
postato da: beegold alle ore 09:13 | link | commenti
categorie: artcevia international art festi
mercoledì, 23 luglio 2008

Primo incontro con Sgarbi

me e sgarbi 2Il 19 Luglio ad Arcevia. Alle spalle la mia opera non ancora finita e stuccata.
martedì, 22 luglio 2008

FRAMMENTI DI UN INSEGNAMENTO SCONOSCIUTO



Eccomi tornato dalla bellissima esperienza di Ar(t)cevia 2008, quello che si propone di essere il primo festival delle arti del territorio marchigiano- partorito dall'incredibile mente dell'artista romano Massimo Nicotra.
Sono stato lontano da internet perché nella meravigliosa Arcevia non c'è un internet café ma ho raccolto un bel po' di materiale e d'informazioni che man mano pubblicherò. Per ora un breve video della piazzetta dove ho realizzato l'opera e le foto dell'opera- un mosaico Fragmentart di 1,2 x2,2 m, intitolata "Frammenti di un insegnamento sconosciuto"

Frammenti di un insegnamento sconosciuto
part1
partL'opera è un'allegoria dell'amore ma lascio ad ognuno la propria interpretazione. Dico solo che quando vivevo nella casa-museo- dove nacque il mosaico Fragmentart- chiesi un giorno a Vincent Brunetti "Che cos'è l'amore?" e lui mi rispose "Una parola come sequestro!"
Di queste risposte così intelligenti e poetiche Vincent me ne ha date davvero poche nei tre anni della nostra convivenza artistica: questo solo per non creare falsi miti (di progresso)!


Orodè
lunedì, 14 luglio 2008

Orodè per Ar(T)cevia 2008

artcevia

Domani parto per Arcevia (AN). Apro le danze dell'AR(T)CEVIA International Art Festival con un mosaico nel centro storico.  L'opera permanente costituirà insieme ad altre opere un museo all'aperto. Tanti gli eventi in programma, l'evento dura dal 19 Luglio al 4 ottobre 2008. Per saperne di più, il sito è
qui

Di seguito il progetto dell'opera. Una porta di un metro per due.

progetto mosaico arcevia
Orodè
postato da: beegold alle ore 16:17 | link | commenti (4)
categorie: arte, fragmentart, orodè, artcevia international art festi
domenica, 13 luglio 2008

OGGI...

MI FA PROBLEMA L'UNIVERSO!
è GRANDE! è GRANDE!
postato da: beegold alle ore 18:48 | link | commenti
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sabato, 12 luglio 2008

Pamela Courson e Jim Morrison... e Nietzsche al piano...


(cut-up da la Repubblica di oggi)


(...) Poi  Nietzsche si sedette al pianoforte, dove cantava a gola spiegata in preda alla frenesia ed esaltandosi sempre di  più, lasciando "intendere nel contempo con brevi frasi pronunciate in tono smorzato cose sublimi, di abile chiaroveggenza e di indicibile orrore, su sé stesso come successore del dio morto". Proclamava di essere "il pagliaccio della nuova eternità", rendendo l'estasi della sua gaiezza con le espressioni più triviali o con balzi e danze scurrili. (...) Nel mondo moderno, Dioniso, l'antichissimo dio dell'estasi e della lacerazione, era soltanto un pazzo, sottoposto come Nietzsche a un processo di paralisi progressiva.
postato da: beegold alle ore 19:29 | link | commenti
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brum brum brum...

Così solo, è colpa mia! Così solo una testa recidiva, da contrappeso al nulla, una quasi finzione che fa facce strane, un guardare il cielo senza più occhi. Così solo un ricordo, un respirare con la memoria, senza futuro, quasi nemmeno presente. Così solo un perdinci senza forze,  senza speranze perché le speranze hanno fatto la valigia e sono andate via. Resta un’attesa senz’occhi se non per le proprie mani, questi arti servili che mai mi hanno tradito, che quasi parlano con me, mi guardano, m’indicano il cielo, la terra. Resto solo con una tazzina di caffé e una cicca. Inutile dire di che dimensioni mi diventa il cuore. Di come tremo e guardo solo le mie mani, cercando una postura che non mi faccia pensare al crollo definitivo. Mi appello alla speranza affinché lasci nel mio orizzonte almeno la sua scia. Io non sono migliore lo ammetto. Sono un incapace. Ho del talento ma sono un incapace. Vorrei non avere più occhi. E se canterò ancora sarà senz’occhi. Cavo agli sguardi! Non si vede niente! Solo io so cosa mi è successo! è lei…

 

Orodè

postato da: beegold alle ore 17:30 | link | commenti
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mercoledì, 09 luglio 2008

HOY REGRESA KEYBEE...

jim m(Jim Morrison)

"Dovremmo danzare con rapimento. Dovremmo essere vivi nella carne, e parte del cosmo vivente, fatto carne. Io sono parte del sole come i miei occhi sono parte di me"  
(David H. Lawrence)

Mi piacerebbe l'idea di far fare bella figura al mio destino, difenderlo quasi- dalle atrocità. Ecco perché vesto bene- con abiti di poco conto, stracci quasi che mi rendono elegante ed estroso, colorato. Pronto- I Want to be ready!- per ogni evenienza.

In questo nulla quanto è miracoloso l'atto d'amore- quanto la penetrazione nel corpo caldo dell'altra. Solo questo desiderio posseggo. Realizzabile pare...


Orodè
postato da: beegold alle ore 16:05 | link | commenti (2)
categorie: jim morrison, amanti, lawrence, keybee orodè
martedì, 08 luglio 2008

Le geografie a me care

buttazzo
Faccio un veloce cut-up dal blog
SALENTOPOESIA. Il testo è di Mauro Marino. La foto è di Maurizio Buttazzo- credo che sia una foto di scena del nuovo film di Edoardo Winspeare. Queste parole e questa foto mi sono molto care: io credo in esse!!! Sono stato coltivato da loro:

Nell’ultimo numero di Poesia, rivista dell’eroico Crocetti, leggiamo che in Gran Bretagna s’interrogano su che cos’è la poesia. Disarmata la rima, dicono alcuni, non c’è poesia! Disarticolata la metrica, non c’è poesia! Quello che si scrive e si sente in giro non può essere poesia, è altro! Ma cosa?
Beati loro che hanno tempo per dibattere, per accapigliarsi! Per noi è ben diverso e guai a dire che chi “osa” il verso non è poeta, abituati come siamo a tralasciare il costrutto per andare alla sostanza. E, gli atti di molti, ci sembrano sostanza! Eroico resistere alla deriva di una lingua forzatamente confezionata, privata dei suoni delle vocali! Questo accade. Ma non solo. C’è di peggio e i poeti, anzi la poesia è chiamata come non mai ad elevare lo scudo!

Il poeta cerca la sua voce.

Accoglie il mondo, il suo poco di pane. Quello bianco del giorno di festa e quello nero della malinconia. Il venire dei fiori, l’incedere del cammino, le soste col cuore, i piccoli affanni e il considerare. Scorge e scopre. Esclama, esorta. Sveglia e interroga dove non c’è risposta!
E’ cosa semplice la poesia, cosa essenziale. E’ voce dove il suono si raccoglie.
Sorprende, stupisce, scuote! E’ nascita che non trova fine!
Non c’è normalità nella poesia, un Tempo, un ordinario, un’unica Storia.
Con le parole, la “mancanza” si fa scrittura: il poeta e la sua anima dialogano. Stempera esperienze, esprime ogni sentire, ogni vibrare d’emozione. Insegue il respiro il poeta! E trova: “Si fanno più sogni ad occhi aperti / ma è sempre lo stesso sogno a sgomitare” detta un esemplare verso di Daniela Liviello.
“Che fai alma? Che pensi? Avrem mai pace? Avrem mai tregua?” si chiedeva Petrarca nel Canzoniere. Incertezza, ragione, desiderio e la necessità di darsi regola, stile. Scrittura. Idea del dono, nello scambio virtuoso della lingua.
Questa è poesia (!): parlante solitudine, materia che sussurra parole all’orecchio, parole che fioriscono.

Nei luoghi del “pensiero meridiano” la poesia è relazione, soprattutto, e rappresentazione.

Poeti allenati alla scena a portare la voce coi suoni: l’astrazione jazz di Vittorino Curci, lo “sfondamento” trans mediterraneo di Giuseppe Goffredo, il melodico confondere dialetti di Lino Angiuli, la fusion materico-suggestionale di Enzo Mansueto. Solo per “raccontarvi” della leva degli “adulti”. Signori votati al verso e alla ricerca da molti lustri.
Poi… c’è il poi dell’ultima generazione dove il verso vibra e l’Io Mondo esplora ed espande ogni respiro. In Puglia la grande madre è prolifica, specie al femminile! Molti i nomi!
Le antiche “ancelle”: Maria Corti e Rina Durante, donne note, la prima grande filologa dell’Università di Pavia, l’altra inquieta nutrice del folk revival salentino. “Segretarie” nella nobile casa de L’Albero di Comi nel risveglio del dopoguerra. Protagoniste senza remora di sembrar da meno… ai Luzi, ai Bigongiari, ai Macrì che li soggiornavano.
Di oggi le indolenti dipendenze di Ilaria Seclì, le parole capriola di Gioia Perrone, Margherita Macrì e Alessandra Nicita, il Sudapest di Irene Leo, le donne di Ulisse di Alessandra Manieri e quelle mitiche di Marthia Carrozzo, le uggie solitarie di Daniela Liviello, quelle erotico-crudeli di Agata Spinelli e le rivolte di Martina Gentile e Comasia Aquaro.
Tutte danno sostanza a voci rimaste per lungo tempo nell’angolo delle passioni.
Nessuna soggezione, nessuna paura. Da qui, dal fondo soleggiato d’Europa viene il canto.
Ché quella è stata moneta da pagare al Tempo: donne nel “non”, lasciate alle tentazioni del Ragno. Al più, una danza nel cerchio della comunità, a sanare col ri-morso ogni voglia, ogni desiderio, ogni sguardo, era concessa.
Ma è indietro questo, materia di scoperte, di canti, d’altre danze per il presente.
Ci son state rivolte nel mezzo, c’è stata altra epica e la poesia s’è nutrita. Sempre con orgoglio nel tentativo…
Prende spazio, si fa movimento: libri, recital, dischi, blog: la poesia si espande, gioca la sua capacità d’influenza, propaga il suo potere seduttivo. E il filo torna indietro, c’è un legame, un continuare che conferma la “pasta” tutta di poesia della terra, della pietra, della luce. E sempre le Parole trattenute, sussurrate, sibilanti tornano, con l’incantamento…
“Fate fogli di poesia poeti, vendeteli per poche lire…”, raccomandava Antonio Verri, vate dell’ultimo novecento salentino. Pensionante di saraceni nella terra dei Martiri d’Otranto.
E quanti poeti, quanta poesia ha abitato i tempi della sempre generante e allertata avanguardia del Sud dei Sud di Carmelo Bene. Nostra Signora ha soffiato la tensione civica di Vittore Fiore, l’ispirazione domestica di Ercole Ugo D’Andrea e l’Europa dei due Vittorio: Pagano e Bodini, capaci ed illustri traduttori dei simbolisti francesi, di Cervantes e dei surrealisti di Spagna.
Cos’era l’Accademia Salentina del barone-proletario Girolamo Comi, nella polvere del novecentoquarantanove, nel finibusterrae di Lucugnano, sulla retta per Leuca, se non la prefigurazione de la Nave castro, segnata, segnalata, sognata dal “panteismo” umanistico del poeta di Caprarica Antonio Verri cinquant’anni dopo?
Il vascello che imbarca generi, stili, epoche, narrazioni come la lega del Pellegrinaggio in Oriente di Hermann Hesse.
La confraternita dei sapienti che gioca la lingua, la parola, il riscatto. Che nomade muove il Tempo.
Questo è la poesia, sogno… e anche illusione, forse illusionismo!

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Siamo l'artista maledetto e outsider Orodè e la musa maledetta e santa Keybee. Sito opere d'Arte:


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