
Michelangelo diceva che “la scultura è già nella pietra, io mi limito a togliere la parte superflua” vale anche per te? Mi spiego meglio: è già tutto nel materiale che usi ed è lui che ti guida?
Scrivere, come dipingere, disegnare… è creare qualcosa di nuovo liberando delle energie che si sono accumulate in noi. Liberarle vuol dire trasformare queste energie, queste immagini mentali, in qualcosa di reale, tangibile e bello attraverso l’utilizzo di materiali che hanno sin da subito queste immagini, quindi nella vita io metto da parte tanto materiale che so a cosa mi servirà anche se in quel momento non ho l’energia per realizzare l’opera. Queste immagini, quando riesco a tirarle fuori, mi fanno stare meglio perché mi alleggeriscono e in questo modo mi curo.
Credo che esistano molti modi per vedere la stessa cosa e per intendere la vita, io principalmente cerco di ribellarmi alla legge imposta che magari mi voleva come operaio. Io mi ribello allo stato delle cose storiche a come l’uomo ha abusato della sua esistenza. Io non voglio passare la mia esistenza a sentirmi uno schiavo e per realizzare questo sono disposto a tutto. Il disegno, la pittura, la scultura, la letteratura le pratico tutte, mi servono per fuggire dal reale quindi per calarmi in uno stato di sogno dal quale spero di riemergere quanto più forte fisicamente. Purtroppo esiste un sistema di paure che domina l’uomo e lo costringe a chiudersi e ad annientarsi, non permettendo di andare a scavare dentro noi stessi per cercare di recuperare tutto quello che ci hanno rubato fin dalla nascita, impossibile sfuggire a questo sistema di paure,l’unico modo è isolarsi e cercare di capire veramente chi siamo.
E tu ci sei arrivato a capire chi sei?
Comincio ad avere le idee più chiare su quello che vorrei fare, su come devo utilizzare il mio tempo quindi mi conosco in questo senso. Capire perfettamente chi siamo è molto difficile ma sto molto meglio rispetto a come stavo diversi anni fa, quando era tutto buio. Quando io dipingo non esisto, non esiste quella cosa che pesa, sto veramente bene.
Cosa ti ispira nel tuo lavoro? Cos’è che ti fa accendere la scintilla creativa del genio?
Mentre creo ho delle cose che cerco di fare e basta, dopodiché quello che viene fuori meraviglia anche me. Se c’è qualcosa che mi colpisce o un disegno precedentemente fatto cerco di ripercorrerne quello stato d’animo per realizzare un’opera. Inoltre penso che bisogna dedicare tutto sé stesso all’arte. Parto sempre dal corpo femminile perché m’ispira molto. Ho bisogno della sinuosità, è come un’elezione, un riconoscimento spirituale che seppur in automatico avviene per motivi precisi, inoltre parto dall’errore dalle macchie dal caos facendo lavorare l’inconscio, macchie che sono poi costretto ad addomesticare. Per ogni opera guardo dentro me stesso e mi do la possibilità dell’errore. I miei sono tutti dei mostri meravigliosi, prima mostri fico le mie figure e poi cerco di farli diventare simmetrici e belli.
A chi ti rivolgi, o meglio, per dirla in termini commerciali, qual è il tuo target?
Mi piacerebbe averlo ma non ci riesco perché per me è come fingere e la cosa mi blocca,non riesco a creare.
Da dove nasce questa tua vocazione per l’arte?
Non mi sono mai piaciuti la maggioranza dei modi in cui le persone trascorrono il proprio tempo e quindi io passavo il mia a fare disegni, tantissimi, a quel punto mi sono reso conto che quella era la mia strada. La mia arte parte da tentativi di fuga dal reale, da tutto, anche da me stesso e il mio intento è raggiungere dei picchi in quello che faccio, è anche per questo che utilizzo diverse forme d’arte. Deve vedersi chiaramente che questo tentativo di fuga è folle, questo è il mio messaggio. Sono partito per fuggire, mi annullo e mi curo è tutto collegato!
Come hai scelto le opere da portare qui?
Molto casualmente, anche se alcune opere le ho create appositamente per questa mostra, come la natura morta con il vino, tipico di Sava, e il “pinocchietto”.
Il frantoio è un luogo che può apparire “fuori dal mondo” consente quindi di penetrare in una dimensione tutta nuova che favorisce la piena contemplazione artistica. Possiamo quindi dire che il frantoio possiede qualcosa che lo accomuna con l’arte?
Il legame che esiste è l’alienazione dal mondo come quando si dipinge e ci si isola da tutto.
Come ogni artista anche tu avrai un lato oscuro, ci vuoi dire qual è?
Odio profondamente ogni forma di stato. Mi rivedo molto nell’anarca di cui parlava Junger… cioè per metà ancora m’incazzo per quello che succede e questo è il mio versante anarchico mentre per la restante parte mi disinteresso completamente, e questo è il lato dell’anarca… e scappo. Io non credo assolutamente nell’uomo e nella società. Se ci fossero tanti individui che funzionassero le cose andrebbero meglio ma visto che non è così io non voglio diventare un’altra ruota del carro. E questo lo dimostro realizzando il mio sogno: vivere facendo ciò che più mi piace. Non è possibile salvare il mondo, è per questo che ho realizzato quest’opera fatta da una croce con delle rotelle che utilizzo come skateboard. Rappresenta una visione positiva del cristo che scende dalla croce e si toglie il peso del mondo dalle spalle, lasciando la possibilità a chi se la sente di salvare il mondo anche se la cosa è impossibile.
E’ passato un anno preciso dall’ultima tua intervista con il nostro giornale, cosa è cambiato da allora nella tua vita e, di conseguenza, nella tua arte?
Bella domanda. se devo essere sincero non ci ho pensato. Quello che posso dire è che sono riuscito a realizzare altri sogni che un anno fa vedevo solo all’orizzonte, tipo realizzare delle performance con artisti che ammiro.
(Manuela Chimenti, Viv@voce 30 giugno 2009)







Comunicato stampa
Pane e rose di ceramica
Mostra personale di mosaici di Orodè
presso Frantoio Ipogeo,
nel centro storico di Sava (TA), via Giulio Cesare
dal 20 al 27 Giugno 2009
orari 18 - 23
Personale d’arte di Orodè nel frantoio ipogeo appena restaurato e aperto al pubblico nel centro storico di Sava (TA). Una selezione di dieci mosaici in ceramica ritagliata a mano, un’installazione ed alcune foto per testimoniare il percorso dell’artista savese, dai mosaici giganti realizzati nella casa-museo del pittore Vincent Brunetti a Guagnano (LE), ad alcune opere commissionate e realizzate in varie parti d’Italia e in Spagna.
La mostra e la performance avverrano durante il Giugno Savese e in occasione dell'evento NOTtE D'ARTE, che da anni animano l'estate savese.